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World Backup Day - Una giornata per celebrare la possibilità di prevenire l'irrecuperabile

Il 31 marzo di ogni anno si celebra il World Backup Day, una giornata nata per ricordare agli utenti, ma soprattutto alle aziende, la possibilità - per non dire necessità - di creare una copia di sicurezza dei dati con la soluzione che più si addice alla mole di informazioni e alla propria attività.
Come tutti i dispositivi elettronici anche l’unità di storage (hard disk o SSD) del server, del computer o dello smartphone non ha una durata infinita e a volte può capitare che basti un problema di alimentazione per perdere per sempre migliaia di documenti e dati sensibili. Basti pensare che nel 2019 il 42% delle organizzazioni ha subito una perdita di dati più o meno importante, che ha comunque provocato tempi di inattività e quindi perdite in termini di produttività e denaro.
Per questo si consiglia caldamente l’utilizzo di hardware e/o software dedicati per il backup locale o il ricorso ad un servizio cloud.

Secondo un recente sondaggio, il 90% dei responsabili aziendali esegue correttamente le operazioni di backup, ma solo il 41% lo fa quotidianamente. Questo fa si che si creino lacune nei dati disponibili per il recupero completo in caso di eliminazioni accidentali o guasti.
Inoltre, solo il 20% dei responsabili segue le migliori pratiche, utilizzando backup ibridi su supporti locali e nel cloud.

Questi risultati sottolineano l’importanza di implementare una strategia di protezione informatica che includa il backup dei dati una o più volte al giorno e la pratica della regola di backup 3-2-1: creare tre copie dei dati (una copia primaria e due backup), archiviare le copie in almeno due tipi di supporti e una di queste copie archiviarla in remoto o nel cloud.
Con l’aumento degli attacchi informatici, il backup tradizionale non è più sufficiente per proteggere dati, applicazioni e sistemi e rischia di essere particolarmente pericoloso quando si tratta di business. I criminali informatici prendono di mira il software di backup con ransomware e provano a modificare i file di backup, il che aumenta la necessità di verifica dell’autenticità durante il ripristino dei carichi di lavoro. I risultati indicano che il  12% dei professionisti IT non saprebbero dire se i loro dati siano stati modificati in modo imprevisto, mentre il 30% non saprebbe dire se la sua soluzione anti-malware blocchi le minacce zero-day. Inoltre, il 9% delle aziende ha dichiarato di non sapere se si sono verificati tempi di inattività a causa della perdita di dati quest’anno.

Per garantire una protezione completa, i backup sicuri dovrebbero far parte dell’approccio globale di protezione informatica di ogni azienda, e questo deve includere protezione da attacchi, soluzioni di salvataggio e recupero, sicurezza informatica e strumenti di gestione.
Se sei interessato ad approfondire l'argomento e ad analizzare la situazione e le soluzioni più indicate per la tua azienda contattaci!

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