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Fatturazione elettronica, via libera agli incentivi per il B2B

Il 31 marzo è scaduto il periodo di proroga concesso dall’Agenzia delle Entrate alle aziende per scegliere se adottare l’opzione della fatturazione elettronica tra imprese (B2B).
Chi ha deciso di intraprendere questa strada potrà beneficiare degli incentivi previsti dalla legge (DL 127/2015), tra cui procedure amministrative semplificate, rimborsi IVA prioritari e riduzione di 2 anni dei termini ordinari di accertamento (ma solo, in questo secondo caso, se viene garantita la tracciabilità dei pagamenti).
Incentivi che potrebbero ampliarsi. Il Governo sta infatti valutando se integrare nella prossima manovra correttiva un ulteriore sprint sui rimborsi IVA o l’innalzamento del tetto per la tracciabilità, attualmente situato a 30 euro. Tutti benefici mirati alla diffusione della fatturazione elettronica anche tra le imprese del privato, con un effetto virtuoso di estensione a tutte le filiere e a qualsiasi soggetto (produttori, fornitori, addetti alla logistica, distributori, clienti finali).
Secondo il Ministero dell'Economia, se il progetto dovesse funzionare, si è stimato che potrebbe esserci un risparmio di almeno 3-4 miliardi di euro. L'opzione poteva essere esercitata esclusivamente online, utilizzando l’apposito servizio presente sul sito web "Fatture e corrispettivi" predisposto dall’Agenzia delle Entrate, oppure esplicitamente da parte degli interessati accedendo ai servizi di “Fatturazione elettronica”.
Ma il 31 marzo 2017 non era il termine entro cui le imprese potevano decidere di adottare la Fatturazione Elettronica B2B. Le imprese che non hanno aderito, semplicemente, hanno rinunciato alla possibilità per l’anno in corso di optare per il regime premiale. Il Sistema d'Interscambio (SdI) resta infatti a disposizione di tutte le imprese private, come canale alternativo alle reti EDI e ai portali B2B per veicolare le proprie fatture.
La fattura elettronica “all’italiana” è considerata una best practice a livello europeo. Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index) nel 2016 il 30% delle imprese italiane hanno inviato fatture elettroniche, una percentuale di molto superiore alla media europea (18%). Per una volta l'Italia risulta tra i primi paesi europei, e precisamente al sesto posto nell'Unione, dietro a Finlandia, Danimarca, Svezia, Norvegia e Slovacchia.
L’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano afferma che il beneficio del passaggio alla fatturazione elettronica si attesta tra i 7,5 e gli 11,5 euro a fattura, per organizzazioni che producono e ricevono più di 3.000 fatture all’anno. Il risparmio deriva dall'eliminazione di attività manuali come stampa e imbustamento delle fatture, scambi con il cliente, conservazione nell’archivio cartaceo, senza dimenticare il costo della burocrazia relativa al processo di autorizzazione dei pagamenti.

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